Il miele del carcere "Dozza": una storia di fiori...api...persone…
Nel 2010 è stato allestito un apiario negli spazi verdi della casa circondariale di Bologna “Dozza”:un progetto proposto da CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori) per offrire ai detenuti un percorso educativo diverso dal solito e un’opportunità di lavoro dopo il carcere.
Sono state donate 20 arnie, abitate da api provenienti da allevamenti biologici, le tute , i guanti, i melari e tutta l’attrezzatura per consentire ai primi 18 detenuti di imparare a gestire un apiario, imparando le tecniche di apicoltura attraverso il primo corso di formazione, per apicoltori.
Dopo i primi incontri in aula, sono iniziate le attività in campo, direttamente con le api, api vere.
Le giovani famiglie di api sono state seguite, dai formatori e dai detenuti, per tutta l’estate 2010: un periodo di rodaggio importante, durante il quale sono cadute diffidenze ed è aumentato l’interesse dei detenuti e degli agenti. Quei mesi sono serviti per individuare il modo migliore di superare regole ferree che, spesso, mal si conciliano con i ritmi biologici delle api.
La stagione 2011 si è conclusa a settembre con un raccolto di 680 kg di miele di miele di tiglio e millefiori chiaro e scuro: le api, incuranti dei problemi degli uomini, sono riuscite a volare libere, oltre il muro di cinta e hanno raccolto nettare a sufficienza per fare scorta per l’inverno e regalarci ben 1.440 vasetti di ottimo miele.
Il miele, sottoposto ad un controllo presso il laboratorio di CONAPI, è risultato privo di elementi estranei, pulito, di ottima qualità.
Il ricavato dalla vendita di questa prima produzione sarà utilizzato per ampliare l’apiario e garantire un minimo compenso ai detenuti a cui sarà affidata la gestione dell’apiario.
Il miele è in vendita nel negozio Alce Nero Caffè Bio a Bologna, nel punto vendita di Conapi a Monterenzio, alla Locanda Smeraldi, a San Marino di Bentivoglio, in provincia di Bologna. Per vendite dirette contattare elisabettatedeschi@conapi.it
Il progetto è stato realizzato grazie a:
Diego Pagani, presidente di CONAPI che ha sognato il progetto;Lucio Cavazzoni, che ci ha creduto Desi Bruno, garante dei detenuti della regione Emilia Romagna che lo ha sostenuto; Gabriella Montera, assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Bologna e le persone del Servizio Provinciale alla Persona e alla Comunità e alle Politiche Attive del Lavoro e Formazione, che hanno dato gambe al progetto, Ione Toccafondi, Direttrice della casa circondariale Dozza e il responsabile dell’area educativa Massimo Ziccone, il comandante della polizia Carceraria Roberto Di Caterino e tutti gli agenti che si sono appassionati al progetto e ci hanno dato fiducia, introducendoci in un mondo difficile e pieno di umanità; CEFAL (Consorzio Europeo di Formazione e Addestramento al Lavoro) che ha messo a disposizione la propria esperienza ed in particolare Emore Rubini sui cui le api si sono accanite;Andrea Besana, associazione Le nostre Api, Apicoltori Felsinei,che ha guidato lo sciame di api e uomini in quest’avventura; la cooperativa sociale Anima, che è pronta a prendere il comando delle api; i 18 uomini, temporaneamente privi di libertà, che si sono cimentati e che speriamo abbiamo imparato qualcosa dalle api.




