IN VENDITA IL PRIMO MIELE PRODOTTO NELLA CASA CIRCONDARIALE DI BOLOGNA
Nel negozio Alce Nero Caffè, in via G.Petroni 9 a Bologna, nel punto vendita di Conapi, in via del Lavoro 20 a Bisano di Monterenzio , presso la Locanda Smeraldi, Via Canali e Crociali, 5a, 40010 Bentivoglio Bologna : qui sarà possibile acquistare il miele di tiglio e millefiori prodotto nella casa circondariale "Dozza" di Bologna, grazie al progetto promosso da Conapi.
Presentati i risulatti del progetto in una conferenza stampa che si è svolta ieri, 6 dicembre a Bologna.
Tutto ebbe inizio quando, nel 2009 Diego Pagani, presidente di Conapi e Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero & Mielizia, annunciarono l’intenzione di avviare un corso di apicoltura rivolto ai detenuti del carcere di Bologna, finalizzato ad avvicinare alcuni di loro a questa appassionante attività, nella convinzione che potesse diventare un formidabile e inconsueto strumento di rieducazione e, nel contempo, una possibile occasione di impiego, una volta scontata la pena.
Il progetto fu condiviso, inizialmente, con Desi Bruno, allora “Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale” del comune di Bologna, e recentemente eletta Garante Regionale. Grazie al suo interessamento, si che attivarono i contatti con la Direzione del Carcere, e si delinearono finalità e modalità dell’intervento.
Con la Provincia di Bologna iniziò un rapporto con l’Assessore all'Agricoltura e alle Pari Opportunità, Gabriella Montera, ipotizzando di fare accedere ai corsi un gruppo di 10 detenuti e 10 detenute. I primi avrebbero dovuto avviare la produzione di miele, mentre le seconde avrebbero iniziato l’allevamento di api regine.
Si è attivata quindi una sinergia con il Servizio Politiche Sociali e il Servizio Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Bologna, dando l’avvio ad un percorso molto complesso, nell’intento di consentire l’avvio del corso in tempi ragionevoli.
Sono iniziati gli incontri con la direttrice del carcere, Ione Toccafondi, il responsabile dell’area educativa Massimo Ziccone, il comandante della polizia carceraria Roberto Di Caterino, per affrontare e risolvere le problematiche connesse alla presenza di operatori nuovi nella struttura, alla cura delle api e all’organizzazione interna di accompagnamento e sorveglianza dei detenuti nell’apiario.
Per ottemperare alle evidenti necessità di sicurezza ma, nel contempo, consentire il rispetto delle esigenze vitali delle api, è parso indispensabile appoggiarci ad una struttura che, dentro al carcere, lavora ormai da anni: il CEFAL (Consorzio Europeo di Formazione e Addestramento al Lavoro).
Questo centro, da tempo, svolge attività formativa nel carcere, organizzando corsi finanziati dalla Provincia di Bologna con Fondi Europei destinati alla Formazione Lavoro. Nell’aprile del 2010 CEFAL che aveva già predisposto un corso di giardinaggio, ha consentito di aggiungere un modulo didattico di apicoltura. Conapi, in collaborazione con l’associazione bolognese Le Nostre Api, apicoltori felsinei, ha stabilito i contenuti del corso e in poche settimane negli spazi verdi del carcere, ha allestito l’apiario: 20 arnie, con api provenienti da allevamenti biologici, tute, guanti, melari e tutta l’attrezzatura necessaria ad una piccola azienda apistica.
Il primo corso, con 10 detenuti, è iniziato con incontri in aula tenuti da Diego Pagani, apicoltore e presidente di Conapi, e Andrea Besana, veterinario ed apicoltore dell’associazione felsinea. Alle lezioni teoriche introduttive, hanno fatto seguito attività in campo: le giovani famiglie di api sono state accudite, dai formatori e dai detenuti, per tutta l’estate. E’ stato un periodo di rodaggio importante, durante il quale sono cadute molte diffidenze ed è aumentato l’interesse dei detenuti e degli agenti: quei mesi sono serviti per individuare il modo migliore di superare regole ferree che, spesso, mal si conciliano con i ritmi biologici delle api.
Intanto le api , incuranti dei problemi degli uomini, sono riuscite a volare libere, oltre il muro di cinta e hanno raccolto nettare a sufficienza per fare scorta per l’inverno e regalarci circa 50 chili di miele. La smielatura, effettuata dai detenuti in carcere, è stata una grande festa e un segnale tangibile del lavoro fatto, accolto con soddisfazione da tutti.
Anche nel 2011, la stessa formula e grazie all’impegno di tutti, è proseguita l’attività. Nell’ambito dei corsi previsti dal Servizio Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Bologna, è stato predisposto un modulo specifico di orientamento e accompagnamento nel settore apistico che è partito a marzo, gestito da CEFAL, a cui hanno partecipato 16 detenuti, 8 provenienti dal primo corso e 8 nuovi allievi.
In primavera sono iniziati i primi raccolti e un crescente entusiasmo ha fatto dimenticare fatica, punture e difficoltà. A settembre di quest’anno, la stagione si è conclusa con la produzione di 680 kg di miele, 1.440 vasetti di miele di tiglio e millefiori che, sottoposto ad un controllo presso il laboratorio di Conapi, è risultato di ottima qualità.

Nel frattempo è iniziata una nuova collaborazione, “Anima”, una cooperativa sociale di giovani agricoltori e apicoltori, che attualmente gestisce alcuni servizi dell’Istituzione Villa Smeraldi, dal prossimo anno si occuperà dell’apiario e parteciperà attivamente al corso: è presso i loro laboratori che è stato smielato il miele prodotto quest’anno.
Il miele sarà venduto
> nel negozio Alce Nero Caffè, in via G.Petroni a Bologna,
> nel punto vendita di Conapi, in via del Lavoro 20 a Bisano di Monterenzio
> presso la Locanda Smeraldi, Via Canali e Crociali, 5a, 40010 Bentivoglio Bologna
Il ricavato dalla vendita di questa prima produzione sarà utilizzato per ampliare l’apiario e garantire il proseguimento del progetto.
Confidiamo nella collaborazione di tutti per poter proseguire la formazione anche per il 2012 e consolidare la produzione per la prossima stagione.




